Il 4 novembre L’Eco del Chisone ha pubblicato una mia intervista: riparto da lì, con i punti a cui tengo di più.
Dopo undici anni si chiude una stagione. Serve una discontinuità vera: più visione, più proposte, strategie condivise. Non la continuità con altri nomi. Nel 2021, al ballottaggio, a Pinerolo ha votato il 40,7% degli elettori. Voglio parlare prima di tutto a chi in questi anni si è allontanato dalla vita pubblica.
Non cerco un posto nella politica: ci porto quello che ho imparato in una vita di lavoro, per metterlo a disposizione della città. Da assessore, da sindaco in montagna e da consigliere regionale ho visto che il Pinerolese cresce quando la città e le valli lavorano insieme. Per questo Pinerolo deve tornare punto di riferimento.
Credo che i cittadini vogliano una politica matura e pragmatica, al di là degli estremismi, con confini chiari: quelli della Costituzione.
Un Comune non può tutto, ma può molto:
- contro la povertà economica, educativa e culturale, una strategia d’insieme con il volontariato e il terzo settore;
- case di qualità, rimettendo a posto quelle che abbiamo, senza un esagerato consumo di suolo;
- tempi certi per chi vuole investire e una città che attira competenze e giovani famiglie.
Il nostro è un progetto civico. A scegliere, alla fine, saranno i cittadini.
Se ti riconosci in questi obiettivi e questi ideali, questo è un invito: il programma lo scriviamo insieme.
Elvio Rostagno
Il carosello
Le sei tavole pubblicate su Facebook e Instagram il 4 novembre 2026.
Il programma lo scriviamo insieme.
Raccontami un’idea, un problema da risolvere o il tema su cui vuoi dare una mano.





